giovedì 23 luglio 2015

Il Bonbon..ton mania dei piccoli


Le buone maniere si imparano da piccoli e spesso crescono insieme a noi, si usano praticamente ogni giorno, in qualsiasi occasione: ai giardinetti come a scuola, a casa o dai nonni. Vediamo quindi, qual è il bon ton per i più piccolini, e come insegnarlo.

- Il “Non si fa”, spesso, risulta noioso e controproducente se non motivato, impariamo, quindi, ad avere con il bimbo un rapporto paritario, guardiamolo sempre negli occhi e motiviamo il perché del “no”;

- Il fatto che tutti facciano qualcosa non è sempre garanzia che questo qualcosa sia giusto, insegniamo ai nostri piccoli, ad avere le loro idee e a condividerle con gli altri;

- Ricordate che l’esempio più significativo lo danno i genitori, occhio quindi al vostro comportamento;

- “Grazie e per favore” vanno sempre caldamente consigliati nel vocabolario del bambino, anche se si è in famiglia, il rapporto, è paritario, ognuno ha diritto al rispetto;

- Nelle case altrui, mani in tasca, non si toccano gli oggetti, si chiede sempre il permesso prima di fare qualcosa;

- Si va in bagno, senza specificare a fare cosa, il bagno deve diventare fin da piccoli un “momento intimo”, non va quindi specificato il motivo per cui ce ne serviamo;

- A casa, se l’età del piccolo ce lo permette, facciamoci aiutare a preparare la tavola, insegnando, magari, l’uso delle posate ed un apparecchiatura “seria”, giochiamo con loro ad educarli a quale posata usare con le varie pietanze;

- A tavola ci si comporta “da grandi”, si resta seduti fino alla frutta, non si fanno i capricci, non si alza la voce, si usano le posate, si usa il tovagliolo, non si parla con la bocca piena, se si è al ristorante non si disturbano i vicini e se c’è del personale di servizio, si ringrazia;

- Non si bisbiglia all’orecchio, insegniamo ai piccolini che alcune cose si dicono in privato, magari a casa e non davanti a tutti parlando, appunto, all’orecchio;

- Non si spettegola né si prende in giro chi ci è intorno, dalle differenze tra noi e gli altri c’è tanto da imparare!

- I luoghi pubblici sono di tutti, e si usano le stesse regole che si usano a casa, nei parchi giochi, i giochi sono di tutti e come tali si fanno usare a tutti i bimbi;

- Si rispettano le regole dei giochi e se si perde, si vincerà la prossima volta!

- Per strada non si urla e si da sempre la mano alla mamma o al papà, si attraversa sulle strisce pedonali e non si corre;

- In treno e sui mezzi pubblici, si sta seduti al proprio posto e non si disturbano gli altri viaggiatori;

- I dentini e i capelli saranno sempre puliti, ci si lava le mani prima di andare in tavola e si tagliano le unghie; si starnutisce con il fazzoletto davanti alla bocca o ci si copre con il gomito piegato, si sbadiglia coprendosi la bocca con la mano, non si infilano le dita nel naso e nelle orecchie;

- Se si risponde al telefono, si dice “pronto” e non “chi parla?”, se sarà il piccolo a telefonare insegniamogli che dovrà sempre presentarsi;

- Nei negozi non si corre, non si urla, si ascoltano i genitori, ci si siede nell’apposito posto nel carrello e non nel carrello stesso, non si aprono le confezioni di cibo, non si toccano frutta e verdura senza guanti, si è cortesi con chi ci saluta e con chi ci serve.

Essere genitori è un lavoro impegnativo, l’unico lavoro, come dico io, in cui non si arriva mai alla pensione..la lista del “Non si fa”, sarebbe ancora lunga, ma non dimentichiamo che stiamo parlando pur sempre di bambini, e questo implica una buona dose di pazienza e di leggerezza, l’importante, però, come diceva Walter Hoving, lo storico presidente di Tiffany & Co. dal 1955 al 1980 e che ha scritto un delizioso manualetto per ragazzi “Le buone maniere a tavola per teenager”, edito da Rizzoli e da cui alcuni consigli che vi ho proposto sono tratti: “Le buone maniere devono essere apprese abbastanza presto da diventare con il tempo spontanee”.

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