domenica 26 luglio 2015

Piccole curiosità


Per le piccole curiosità di oggi, parliamo del piatto.
I più antichi esempi di piatti in ceramica che conosciamo risalgono al Neolitico Europeo (III millennio a.C.); il piatto è privo di corona, la forma si avvicina a quella di una bassa ciotola. Nella ceramica greca il tipo è documentato dall’VIII sec. a.C. con decorazioni nei vari stili e tecniche. Nel periodo Ellenistico e Tardo Antico si hanno preziosi piatti in oro e argento ornati a rilievo, con carattere più di oggetti decorativi che di vasellame d’uso. Dal Medioevo in poi grandissima è la varietà della decorazione, secondo i diversi stili della ceramica; per quanto riguarda la forma, importante è la comparsa, nel XV sec. della corona ondulata ad anse, forma in voga fino a tutto il periodo Rococò.

Vediamo ora le varie tipologie di piatti che si usano sulle nostre tavole:

- Piatto di presentazione o sottopiatto che va da un minimo di 25-26 cm, ma anche di più, di diametro;

- Piatto piano grande anche denominato piatto da carne con diametro di 24-25 cm;

- piatto fondo, da usare per le minestre in brodo, ha di solito lo stesso diametro del piatto grande;

- Piatto da frutta o da dessert di 21 cm di diametro per il sevizio di antipasti, frutta, dolci o formaggi;

- Piatto per il pane con 18 cm di diametro.


Come si dispongono i piatti sulla tavola?

Il primo piatto da posizionare a circa 1 cm dall’orlo del tavolo, sarà, quando si preferisce non tenere vuoto lo spazio di fronte al commensale, il sottopiatto che ha, appunto, una funzione decorativa. Questo piatto potrà essere di diversi materiali: dalla plastica al vetro, dal metallo al più pregiato argento e andrà lasciato in tavola per tutto il tempo del pranzo. Su questo piatto non vanno sovrapposti piatti con lo stesso diametro, ma con dimensione più piccola. A sinistra di questo piatto, precisamente nella parte alta, verrà apparecchiato il piatto per il pane e se servito il burro, in questo caso sull’orlo del piatto si posizionerà un coltello da dessert con la lama rivolta verso il centro del piatto. Sul sottopiatto si poserà il piatto che verrà utilizzato per la prima portata, se si servirà, ad esempio una minestra in brodo, i piatti che si posizioneranno saranno, però, due il piatto fondo e quello piano della stessa dimensione. Se si servirà una pasta asciutta ma non un antipasto posizioneremo, invece del sottopiatto, il piatto grande o da carne (che verrà apparecchiato quando il piatto per la pasta verrà portato in cucina), in questo modo sarà la base del piccolo piatto da portata. Se il cibo verrà preparato su piatti grandi, assolutamente non apparecchieremo il sottopiatto in modo da evitare così la sovrapposizione di due piatti con la stessa dimensione, in questo caso, lo spazio davanti al commensale sarà occupato dal tovagliolo. Anche in presenza di soli grandi piatti piani o fondi (senza piatto di presentazione) il tovagliolo non va mai sul piatto, ma si collocherà alla sua sinistra, sulla tovaglia, ricordando di mettere in evidenza e quindi verso il commensale, eventuali disegni o monogrammi (per un pranzo meno formale, il tovagliolo può andare anche a destra del piatto). Regola a cui non si può disobbedire è quella che prevede che il sottopiatto non sia assolutamente coperto dal tovagliolo, che verrà anche in questo caso posizionato alla sinistra del piatto.



(Bibliografia: Wikipedia; Enciclopedia Universale Fabbri, Volume VIII; La mia cucina Epidem/Istituto Geografico de Agostini-Novara)

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