mercoledì 15 luglio 2015

Una lettera, un pane dolce ed un passato..molto passato!


Immaginiamo, in pieno stile bonbonton mania, associando, in questo caso, il bon ton su come si scrive una lettera ad un dolce, di ricevere una lettera dal passato in cui un antico romano, Apicio, ci invia una ricetta tratta dal suo “De re coquinaria” (VIII. XIII.2) che si prepara più o meno in questo modo: “Rompi pane bianco a cui sia stata grattata via la crosta e fanne pezzi più grandi di un boccone. Bagnali nel latte e friggili nell’olio, coprili con miele e servili”.

La ricetta è quella del Pane Dolce ed è tratta da “Le radici della cucina Italiana. La tavola dei Romani e 52 ricette per conoscerla”, Coop Editore, 1989.



Ingredienti:

12 fette di pane raffermo;
latte q.b.
olio per friggere q.b.
miele o zucchero q.b.


Procedimento:

Tagliate il pane raffermo a fette alte circa 2-3 cm, mettetelo in una terrina e copritelo con il latte in modo che possa imbeversi per bene. Nel frattempo in una padella con i bordi alti versate l’olio e mettete tutto sul fuoco, appena l’olio avrà raggiunto la temperatura, cominciate a friggere il pane, fatelo dorare e poi poggiatelo su di un foglio di carta assorbente per assorbire l’unto in eccesso. Adagiate le fette di pane fritto su di un piatto e ricoprite con del miele o con una spolverizzata di zucchero.

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