martedì 15 settembre 2015

Oooooooppsss!!!!


Diciamoci la verità, a chi non è mai capitato di pronunciare questa esclamazione, quando in casa di amici abbiamo inavvertitamente urtato un oggetto, rompendolo?
Ebbene si, anche per i “piccoli guai” di tutti i giorni, esiste un bon ton che in questo caso, implica sia la padrona o il padrone di casa, dove avviene “il fattaccio”, sia l’ospite “maldestro”. Prima di tutto, c’è da dire che nel momento in cui l’oggetto viene rotto, il proprietario dell’oggetto stesso, magari anche in presenza di altre persone, deve necessariamente mantenere la calma, che si tratti di un manufatto prezioso, di un libro introvabile, di un bicchiere di cristallo del servizio di famiglia o di una bottiglia ereditata, le parole d’ordine sono: stai calmo!
Vanno, infatti, assolutamente evitate le “piazzate” che spesso, anzi sempre, terminano con insulti e parole grosse, si deve invece, tentare di minimizzare quello che è successo, rassicurando il più possibile la persona che ha creato “il guaio”, persona che sicuramente avrà già da combattere con se stessa, cercando di contenere la voglia di “scomparire” dalla stanza. D’altro canto, il malcapitato, dopo essersi scusato, non dovrà assolutamente minimizzare l’accaduto, ma dovrà prodigarsi, il giorno dopo, nella ricerca dell’oggetto che ha rotto, e se possibile ricomprarlo inviandolo ai padroni di casa accompagnato con un biglietto di scuse. Capita però, spesso, che l’oggetto sia davvero introvabile, cosa fare? Il consiglio è quello di acquistare un oggetto dello stesso stile e se possibile dello stesso valore economico di quello rotto, ma anche un bel libro di un certo valore o una bottiglia “preziosa” accompagnata da un mazzo di fiori e dal biglietto con delle scuse potrà sicuramente far piacere. Prima di salutarci, un’ultimissima postilla: non lasciamo mai che questi piccoli inconvenienti rovinino anni e anni di amicizia, anche perché, potrebbe capitare che una volta tanto.. gli amici “maldestri”, potremmo essere noi.


(Bibliografia: Professione Donna, 1975, Fabbri Editori, Milano)

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