lunedì 5 ottobre 2015

Di che squadra sei?


Ammettiamolo, oltre ad essere, come è stato più volte detto da molti mister: “60 milioni (più o meno!) di allenatori”, noi Italiani siamo prima di tutto tifosi.
Fin da piccolini, la prima domanda, per sondare il terreno e rompere il ghiaccio, che si fa ad un bimbo che non si conosce è : “Di che squadra sei?” (diciamocelo, molto meglio del tanto “in voga” tra gli adulti: "Di che segno sei?”!!!).
Proprio così, perché il tifoso Italiano, quello vero, cresce a “pane e pallone”, giocando o molto più spesso tifando.
Ed allora, quali sono i consigli per trascorrere del tempo con i propri amici, davanti alla televisione tifando la Nazionale, la propria squadra del cuore o (perché no?) organizzando un vero e proprio tifo da stadio con invitati che non hanno la stessa “fede calcistica”?
La cosa più importante è che le persone invitate debbano essere degli sportivi veri, educati e leali, di quelli che amano sì gli “sfottò”, ma anche la condivisione di una sconfitta o di un pareggio, di quelli, insomma, che amano divertirsi e divertire!
Via libera a bandiere, fischietti, maglie della propria squadra del cuore, riti scaramantici, cori, canzoni e scommesse su pizza o cene “da pagare” in caso di sconfitta, no a parolacce, insulti, offese, e risse verbali..
Il divano di casa, avendo spazio, potrà essere “diviso a settori”, a seconda, appunto, della propria fede calcistica, un’idea potrebbe essere quella di mettervi le bandiere delle due squadre sopra, creando un vero e proprio “stadio” in salotto!
Io, preparerei due torte, con i colori delle squadre che giocano, una, quella con i colori della “vittoria” la mangerei condividendola con gli amici in caso che la mia squadra vinca, l’altra la “donerei” agli “sconfitti”, da portare a casa.. per addolcire la “batosta”!
Se per caso, però, la mia squadra dovesse perdere, da buona padrona di casa sportiva, non esiterei ad “assaggiare” (solo un assaggino, però!), la torta con i colori della squadra che ci ha sconfitto, e mangeri la “mia torta” per “affogare", condividendola con altri amici tifosi “battuti”, i dispiaceri della "disfatta"!
Molto graditi saranno i segnaposti con i colori delle due squadre “rivali” che serviranno poi come regalini in ricordo della partita vista insieme; per l’organizzazione, beh.. ci si comporta un po’ come quando abbiamo parlato delle feste per i più piccoli, anche perché, diciamocelo.. chi davanti ad un pallone non ha mai scordato la sua “vera” età tornando, appunto, bambino???!!!!

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