giovedì 8 ottobre 2015

Pronto!?...Di casa!!!!


E’ entrato nelle case degli Italiani circa 134 anni fa.. croce e delizia di genitori e figli, “amico” dei battiti del cuore degli innamorati, qualche tempo fa sembrava aver avuto una battuta d’arresto per via del fratello “mobile”, ma negli ultimi tempi, grazie (paradossalmente) alle “strabilianti offerte”, delle stesse compagnie di telecomunicazioni che hanno dato vita alla diffusione del “telefonino”, il telefono fisso, sembra aver ripreso il suo posto d’onore nelle case.
Come dicevamo, il telefono è una “delizia” se si aspetta con ansia la telefonata di qualcuno che ci fa battere il cuore, spesso, però, e non parlo solo di bollette, la “croce” è data dalle telefonate che arrivano nelle ore più impensabili, per non parlare poi, in qualche caso, dell’educazione (che spesso latita) di chi è dall’altra parte della cornetta.

Vediamo, quindi, quali sono le norme del bon ton per una telefonata corretta:

- Gli orari, vanno rigorosamente rispettati, si chiama dalle 9 alle 21 e non lo si fa durante le ore dei pasti, a meno che non sia espressamente detto dalla persona che si deve contattare;

- Ci si presenta cortesemente e brevemente, chiedendo se si disturba;

- Si usa la buona educazione con qualsiasi persona risponda al telefono (se ci aspettiamo un uomo e risponde una donna, ad esempio, ci si presenta e si scambiano i convenevoli);

- Se non si trova la persona con la quale si deve parlare, si lascia detto cortesemente, di essere richiamati, lasciando i propri dati;

- Non si usa il telefono fisso (se non per emergenze), nelle case dove si è ospiti;

- Le telefonate saranno brevi, possibilmente non di lavoro e semmai lo dovessero essere, si chiama durante l’orario di lavoro canonico;

- Tenere sempre accanto al telefono un bloc-notes per prendere eventuali annotazioni, non comunicate mai il numero di cellulare a chi chiama se chi viene cercato, ed in quel momento è assente, non ve ne ha dato l'autorizzazione;

- Se si sbaglia numero, ci si scusa e non si riaggancia senza aver salutato;

- La telefonata verrà chiusa da chi ha chiamato;

- I bambini piccoli non devono mai, per nessuna ragione, rispondere al telefono;

- Si risponde ad una telefonata sempre con cortesia ed educazione non usando mai la frase: “Chi parla?”;

- Se chi ha chiamato, ha palesemente sbagliato numero, glielo si fa notare con educazione, rispondendo con cortesia alle scuse che chi è dall’altra parte del ricevitore, come abbiamo detto, sicuramente porgerà.

Vi saluto con una piccola curiosità tratta da Focus.it sul perché si risponde al telefono con: “Pronto!?”, questa usanza sembra risalire ai primi periodi dell’uso del telefono, quando per fare una chiamata, ci si metteva in contatto con un centralino, dove la centralinista che aveva ricevuto la chiamata, avvertiva l’abbonato quando il collegamento era appunto “Pronto”. Il tono perentorio della parola “Pronto”, si deve, invece, ai militari, precisamente ai Vigili del Fuoco di Milano, primi utenti del telefono nel capoluogo lombardo che potevano ricevere le telefonate direttamente dagli uffici comunali, nel 1877.

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