martedì 3 novembre 2015

A cup of tea


Le abitudini moderne della nostra vita ormai definita 2.0 sono piombate anche nelle tradizioni che ci hanno accompagnato per molti anni divenendo veri e propri riti, ormai, anche preparare un “semplice” tè, è divenuta una pratica molto comune, grazie alle miscele già preparate ma soprattutto ai filtri di tutti i generi e per tutti i gusti che si trovano in vendita nei vari supermercati.
Vediamo, oggi, come poter ricreare, attraverso pochi passi la “magia del rito del tè”, concedendoci una pausa che forse per alcuni sembrerà un po’ datata, ma che per un momento ci riconcilierà con quelle atmosfere Inglesi del tipo “C’era una volta..” tanto care soprattutto a noi “bambine” di qualche anno fa e forse mai passate veramente di moda.
L’invito sarà per il pomeriggio, intorno alle 16,30 possibilmente serviremo il tè in salotto o per un’atmosfera meno formale, in cucina. Il tè si accompagna, in linea di massima, con preparazioni dolci: su un vassoio si servirà della piccola pasticceria secca, che viene appunto chiamata “da tè” in cui la fanno da padrone i dolcetti di pasta frolla, i petit fours o, all’uso francese, le madeleines e le lingue di gatto. Un altro vassoio verrà invece destinato alle piccole paste, cannoncini, sfogliatelle, biscottini al cioccolato ….
Molto gradite saranno anche delle torte, che saranno semplici, ad esempio, una torta “paradiso” oppure un pan di Spagna farcito con marmellata, ma rigorosamente senza liquori. Ottimo è anche il plum cake.
Veniamo ora alla preparazione vera e propria del tè:
La teiera deve essere di ceramica, una ceramica leggermente porosa o al massimo di porcellana, mai di metallo né di argento, anche se ce ne sono di molto belle. Utilissimi e anche molto indicati sono i copriteiera che si porteranno in tavola e che si useranno per tenere al calduccio, appunto, la nostra teiera, dopo aver versato il “primo giro”, anche perché il Galateo raccomanda di servire almeno due tazze per ogni ospite, quindi occhio alle dosi!
L’acqua che deve assolutamente “essere pura”, si consiglia, infatti, spessissimo di non utilizzare l’acqua del rubinetto ma quella raccomandata per l’alimentazione dei bambini, va fatta bollire a fuoco molto basso, appena pronta, se ne versa un po’ nella teiera per scaldarla, una volta compiuta questa operazione si getta via l’acqua e si torna a riempire la teiera con della nuova acqua calda nella misura delle tazze che porteremo in tavola.
Passiamo ora al tè, scordiamoci per un po’ dei filtri, torniamo ad usare in questo caso il tè in foglie, (anzi il massimo sarebbe creare una miscela tutta nostra, magari mischiando più varietà ma prima di servire l’eventuale “esperimento”, proviamolo più e più volte per essere sicure della riuscita!), ne verseremo tanti cucchiai rasi quanti sono gli invitati, senza dimenticare il classico “cucchiaio per la teiera”, lasceremo passare il tempo necessario per ottenere un tè di giusto sapore, né troppo leggero, né troppo carico (anche in questo caso ci aiuterà sapere la qualità del tè, che potremo scoprire sulle indicazioni scritte sulle confezioni!).
Il tè del pomeriggio, quello delle 17, si serve solitamente con fettine di limone tagliate di fresco, disposte su di un piattino, con una piccola forchetta per servirle, o con del latte caldo, preparato in una lattiera dello stesso materiale e possibilmente della stessa “fantasia” delle tazze. La tazza, con piattino e sottopiatto, tutto dello stesso disegno, va riempita dalla padrona di casa, davanti agli ospiti e servita con latte o limone e zucchero secondo le loro indicazioni , non dimenticando il tovagliolino e il cucchiaino. Quando tutti avranno finito si raccoglieranno le tazze e piattini, possibilmente sul carrello o su di un vassoio, si sgombra il tutto lasciando tutt’al più qualche vassoietto con fondants di zucchero e i cioccolatini.
Allora.. a quando un pomeriggio insieme per “a cup of tea”?

(Bibliografia: La mia cucina Epidem/Istituto Geografico de Agostini-Novara)

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