lunedì 2 novembre 2015

Oggi


E' inutile negarlo, per me la giornata di oggi è abbastanza "pesante", condivido con voi le parole di Henry Scott Holland, il Canonico della Cattedrale di Saint Paul, a Londra, pronunciate nel 1910 durante il sermone per la morte del Re Edoardo VII.
Se ne trovano molte "versioni" sul web, ma, io, ho deciso di utilizzare quella  tratta da Wikipedia, molto più fedele alla traduzione letterale, studiata qualche anno fa al Liceo, ma soprattutto mi piace pensare alle risate di cui si "parla" nell'ultimo verso...


« La morte non è nulla. Non conta.
Io me ne sono solo andato nella stanza accanto.
Non è successo nulla.
Tutto resta esattamente come era.
Io sono io e tu sei tu e la vita passata che abbiamo vissuto così bene insieme
è immutata, intatta.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il vecchio nome familiare.
Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce,
Non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Sorridi, pensa a me e prega per me.
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima.
Pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
È la stessa di prima,
C’è una continuità che non si spezza.
Cos’è questa morte se non un incidente insignificante?
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Va tutto bene; nulla è perduto
Un breve istante e tutto sarà come prima.
E come rideremo dei problemi della separazione quando ci incontreremo di nuovo! »

                                  (Henry Scott Holland, La morte non è nulla)

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