lunedì 7 dicembre 2015

7 Dicembre, Veneto


Anche in questa regione, nei giorni che precedono il Natale, la fanno da padroni i Presepi, ce ne sono di tutti i tipi ed anche qui, realizzati in quasi tutte le città. Una tradizione che voglio ricordare qui, però, è quella legata agli arcolai e alle filatrici, le donne che svolgono questo mestiere, infatti, nei giorni tra Natale e l’Epifania, smettono di filare, proprio come fece la Vergine Maria mentre aspettava la nascita del Piccolo Gesù. Inoltre, in questi giorni, per evitare che “cattivi presagi” invadano la casa e i campi, l’arcolaio deve essere pulito, senza alcuna traccia di stoppa. Anche in Veneto, l’uso di accendere i fuochi rientra nelle usanze Natalizie, se ne preparano molti con rami e con canne secche, proprio come gesti buon augurio.
Dolce tipico tradizionale è il Pandoro; come già avvenuto per il Panettone, non troverete la ricetta ma alcune curiosità sulla nascita di questo gustoso e ormai internazionale dolce.
Sembra che il nome Pandoro, derivi dal suo colore che ricorda un bel pane dorato, ma c’è anche chi racconta che il nome possa derivare dal fatto che nella Repubblica Veneta, siamo nel ‘500, sulle tavole dei più ricchi venivano serviti dolci, di forma conica, ricoperti da foglie d’oro. Altra tradizione narra, che il Pandoro sia il “discendente”, da cui ha mantenuto la classica forma “a stella con otto punte” del Nadalin, tipico dolce del posto, mentre un’altra tesi è quella che fa provenire questo dolce dalla Casa Reale degli Asburgo, dove i pasticceri di corte preparavano il “Pane di Vienna” che prevedeva l’uso di dosi massicce di burro, che veniva impastato all’interno del composto e quindi della pasta, con il metodo della pasta sfoglia, in modo tale che cuocendosi, aumentasse di volume. Nell’800, a Verona, si perfezionò la preparazione di questo dolce che da allora non ha mai smesso la sua produzione, diventando il tipico dolce delle Feste di Natale.

(Bibliografia: Natale, lo Spirito e la Festa. A cura di Centro studi MAMRE by Mondolibri S.p.A., Milano, 2005)

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