sabato 9 aprile 2016

I gioielli di "tutta una vita"!


Approfondiamo in questo nuovo nostro incontro la storia di quei “gioielli” che accompagnano gli sposi per tutta la vita, mi riferisco all’anello di fidanzamento (di cui abbiamo già parlato) e alle fedi che indossate nel giorno del si, suggelleranno il nuovo cammino religioso e civile della coppia. Facciamo, quindi, “quattro passi” nella storia dell’anello.
Durante l’epoca del bronzo, l’anello era costituito da un semplicissimo cerchietto che a volte poteva essere ritorto o a spirale.
Dobbiamo l’uso del castone alla civiltà cretese-micenea che adottò inizialmente castoni in pietra o mobili, poi interamente in metallo, a forma ellissoidale, con incisioni di particolare finezza rappresentanti scene di caccia e riti religiosi. Nella Grecia classica l’anello ritorna semplice, in oro, argento e bronzo, il castone è piccolo e porta incisa una piccola e solitaria figura; durante l’epoca ellenistica, invece, il castone acquista maggiore importanza, così come il cerchio che comincerà ad essere lavorato. Gli anelli Etruschi sono caratteristici per il castone mobile, generalmente in corniola, con la caratteristica forma a scarabeo. Nell’arte Romana, l’anello assume le forme e le decorazioni più varie: dalla gemma liscia o incisa incastonata nel cerchio, al castone lavorato in metallo fino alla moneta inserita al posto di quest’ultimo. Particolare attenzione, poi, venne rivolta al cerchio, anche privo di castone, sempre più massiccio, con torniture e trafori. Caratteristici gli anelli ritrovati (in gran quantità) a Pompei, con incastonata una piccola chiave. Durante il Medioevo, le forme degli anelli tendevano ad imitare le forme degli anelli antichi. Nel Rinascimento vennero prodotti tantissimi anelli con forme classiche, nel XVI secolo gli anelli vengono lavorati a cesello, con ornamenti di fiori, putti e foglie. Tipiche di questo periodo sono le incrostazioni d’oro su pietre preziose (tipiche quelle del Cellini). Nel XVII secolo compaiono i famosi anelli “a giardino”, simili a piccole aiuole di fiori e foglie, mentre nel XVIII secolo, l’anello assume una forma ovoidale, lunga come una falange di un dito. Dopo la Rivoluzione Francese gli anelli sono generalmente a soggetto patriottico, mentre in età Napoleonica raggiunge grande diffusione e finezza di incisione il cammeo. Nel secolo XIX, si ritorna agli anelli di imitazione degli stili antichi, dall’egizio al greco. In epoca moderna l’uso di nuovi materiali porta anche nell’oreficeria, almeno negli esempi migliori, a quella semplificazione formale e a quel rigore stilistico caratteristici dell’età contemporanea.
Da ricordare poi che grazie al Concilio Vaticano II si è ottenuta la significazione mistica del rito dell’anello nuziale,benedetto dal celebrante, che viene scambiato fra gli sposi durante il matrimonio.

(Bibliografia: Enciclopedia Universale Fabbri Editori)

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