martedì 20 dicembre 2016

Il Miracolo della Natività (Seconda parte)



E così Giuseppe e sua moglie Maria avevano dovuto mettersi in viaggio. Essi venivano dal sud, dalle verdi colline e dalle rigogliose praterie della Galilea, dalla fertile valle del fiume Giordano, e avevano attraversato le aride, rocciose terre di Giudea. Là fra le selvagge colline della Giudea, era il paese natale di Giuseppe, Betlemme. Avevano viaggiato per quattro giorni e quattro notti ed ora erano ormai al termine del loro cammino. Lontane luci occhieggiavano attraverso l’oscurità: le luci di Betlemme. Sembravano promettere cibo, calore e riposo. Giuseppe affrettò il passo, cercando di incitare l’esausto asinello. Sulla groppa dell’animale, Maria capì che stavano per raggiungere la meta. Sorrise, poiché sapeva che la nascita del Figlio era prossima. Si arrampicarono per le ripide, strette stradine di Betlemme: molti viaggiatori affollavano le piazze, si stipavano in prossimità delle locande, riempiendo l’aria del suono delle loro voci. « Devo cercare subito una stanza» disse Giuseppe a Maria « altrimenti non né resterà neppure una per noi, con tutta questa folla». « Vai, Giuseppe, vai solo» gli rispose Maria. « Potrai muoverti più velocemente fra la folla. Il Bambino non arriverà ora: io ti aspetterò qui». Giuseppe la lasciò e si incamminò velocemente. Nella prima locanda che trovò chiese una stanza, ma il locandiere scosse il capo:« Non ci sono più stanze libere» disse. Alla seconda, Giuseppe domandò nuovamente ma anche quella era piena, ogni letto occupato dai pellegrini che invadevano la città, obbedienti agli ordini dell’Imperatore. Giuseppe corse da una locanda all’altra, sempre più disperato. « Sistemateci dove volete» chiedeva ai locandieri. « Mia moglie deve mettere al mondo un bambino questa notte stessa. Deve avere un caldo riparo, dobbiamo trovare un tetto per il bimbo!». Ma in ogni locanda riceveva sempre la stessa risposta. « Non ho più stanze libere» disse l’ultimo oste « Ma se vi accontentate di un tetto sopra la testa, posso mettervi a disposizione una stalla calda e asciutta e paglia pulita. Posso darvi cibo e una lampada…». Giuseppe ringraziò con sollievo e gratitudine e si affrettò a raggiungere Maria. La trovò stanca, affaticata e la condusse rapidamente alla stalla della locanda. 


Bibliografia: Storia tratta da Tempo di Natale. 1985 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano.

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