mercoledì 21 dicembre 2016

Il Miracolo della Natività (Terza parte)



Era bello asciutto, là dentro, proprio come aveva detto il locandiere. Giuseppe accese la lampada e, alla sua luce dorata e tremolante, preparò con paglia fresca e pulita un giaciglio e aiutò Maria a sdraiarvisi. Poi portò il cibo che gli aveva dato l’oste e lo dette alla moglie, munse le mucche e le fece bere il latte caldo. Dette cibo e acqua anche all’asinello e infine egli stesso bevve e mangiò, guardando sua moglie e aspettando. E si mise a pensare al Bambino che sarebbe nato, al Bambino che non era suo figlio, ma il Figlio di Dio, come aveva loro annunciato l’Angelo. Sul suo soffice letto di paglia, Maria ascoltava gli scricchiolii della lampada, poteva udire i suoni provenienti dal bestiame che si agitava nelle stalle, che ruminava e riempiva di rumori l’aria intorno. Ella chiuse gli occhi, stupita dalla stranezza di quella notte. Pensava con amore al Bambino che doveva nascere: come le aveva detto l’Angelo, lo avrebbe chiamato Gesù, che significa Salvatore, Messia. Sulle selvagge colline attorno a Betlemme, i greggi si agitavano senza posa. Le pecore camminavano attraverso i sentieri scavati nelle rocce, brucavano quel poco di erba secca e si fermavano, ascoltando, quasi in attesa, per poi riprendere il cammino giù per gli scoscesi, aridi pendii.



Bibliografia: Storia tratta da Tempo di Natale. 1985 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano.

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